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Tradizioni Vallefioritesi |
| A Pacchiana | ||
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A
"Pacchiana" è il costume tipico del paese, se ne hanno tracce
dell'uso in atti notarili fin dal Seicento. |
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Il Pane casareccio |
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IL LAVATO:
pezzo di pasta di pane che viene lasciato acidire per
permettere la lievitazione del pane. |
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"U Cocipana" Forno a legna
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Il rito del maiale nella società Vallefioritese |
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IL MAIALE
è sempre stato presente all’interno della civiltà contadina,
dell’economia e della cultura di Vallefiorita
La carne di maiale è sempre stata e per molti versi è ancora, sulla
tavola di tutti i vallefioritesi, senza distinzioni di classe. Negli
anni passati non c’era una sola famiglia contadina che non allevasse
almeno un maiale.L’allevamento del maiale rappresentava, oltre che la possibilità di
preparare molte delle provviste alimentari di tutto l’anno, una delle
principali forme di sostegno per l’economia della famiglia. |
nella foto: maiale originale nero di Calabria
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La lavorazione del maiale |
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"A CODDARA" La caldaia si prepara con le ossa del maiale, frittuli(cotenna di maiale), grasso a pezzi, carne magra rimasta dopo la preparazione dei salami,e anche con le parti interne(polmoni. milza ecc..). Lavate con acqua e poi bollite nella caldaia con acqua e sale, tolte dal fuoco sono pronte per essere mangiate, accompagnate con del vino rosso nostrano. | |
| "I FRITTULI": Le cotenne di maiale, private di setole e altre impurità, sono tagliate a pezzi, quando sono ancora al dente, si fanno raffreddare, si mettono in recipienti di terracotta, i "salaturi", ricoprendoli di strutto. Si conservano a lungo, per circa un anno. | ||
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Lavorazione dei salumi
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Il Capicollo termine dialettale:"U Capiccuollu". Lavorazione: Prelevata la carne dalla coscia o dal guanciale viene sagomata a filetto e riposta in salamoia, per sette giorni, cosa importante e che ogni giorno la carne venga girata e massaggiata in modo che ogni filetto di carne assorba in modo uniforme la quantità di sale. Trascorsi sette giorni, la carne viene: |
| massaggiata con molta cura con pepe rosso in polvere "a pipa" | |
| introdotto nella vescica del maiale precedentemente essiccata | |
| stretto con dello spago tra delle stecche di canne, per renderlo più compatto. | |
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appeso sopra il camino per subire l'asciugatura con il calore e il fumo. |
| ogni settimana e per qualche mese la legatura dovrà essere rifatta per consentire una migliore amalgama e compattezza della carne. | |
| A tavola: viene servito come antipasto, spuntini e merende. Un tempo veniva consumato dai contadini nei campi. | |
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La Pancetta termine dialettale:"A Panzetta" Lavorazione: La parte, adeguatamente preparata, viene sottoposta a salatura per circa otto giorni
(a "salimora"). La parte superiore viene ricoperta con peperoncino
macinato o in polvere. Segue una prolungata stagionatura . In cucina: Può essere consumata in aggiunta nella pasta, tagliata spessa e fatta saltare in padella, o tagliata a fette sottilissime e gustata con una fetta di pane. Molto apprezzata con le fave fresche, per la pasta alla carbonara o alla amatriciana.
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La Soppressata termine dialettale: "A Suppressata". Lavorazione: Dopo la macellazione e la selezione delle carni da destinare ai salami, la carne viene: |
| la carne viene:fatta a liste strette e lunghe | |
| fatta raffreddare e riposare per qualche ora, in modo tale da favorire una migliore triturazione | |
| triturata, un tempo questa operazione veniva eseguita manualmente con dei coltelli da taglio, oggi invece ci si aiuta con l'ausilio di una tritacarne. | |
| riposta in un contenitore di legno, la "maijalla" | |
| impasto con l'aggiunta di sale e finocchio | |
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tale amalgama dovrà essere lasciata riposare per qualche ora affinchè la carne si assorba di sale e di pepe. Trascorso tale periodo viene fatto un assaggio, facendo arrostire sul fuoco per verificare la giusta quantità di sale e di pepe |
| iinsaccamento (lingnijra) operazione da affidare a mani esperte in quanto è molto importante per la buona riuscita dei salami. Infilato il budello naturale del maiale nell'imbuto di legno,("u mbutillu"),oggi su fà con insaccatrice, si procede all'insaccamento,con la cura di far uscire l'aria formatasi, bucando il budello con degli spilli qua e là. | |
| i salami vengono riposti in contenitori, facilitando così che l'eventuale acqua scoli | |
| ll'indomani si procede alla affumicatura appendendoli sopra il camino | |
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Stagionano per oltre sei mesi e dopo questo tempo, se non viene consumata, si mette in un recipiente di terracotta, sotto olio per conservarle, compatta più o meno morbida a seconda della stagionatura; A tavola: viene servita come antipasto, spuntini e merende, si offre agli ospiti di riguardo per particolari feste. |
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La Salsiccia termine dialettale: "U Sozizzu". Lavorazione: Dopo la macellazione e la selezione delle carni da destinare ai salami, la carne viene: |
| la carne viene:fatta a liste strette e lunghe | |
| fatta raffreddare e riposare per qualche ora, in modo tale da favorire una migliore triturazione | |
| triturata, un tempo questa operazione veniva eseguita manualmente con dei coltelli da taglio, oggi invece ci si aiuta con l'ausilio di una tritacarne. | |
| riposta in un contenitore di legno, la "maijalla" | |
| impasto viene fatto con l'aggiunta di sale e pepe | |
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tale amalgama dovrà essere lasciata riposare per qualche ora affinché la carne si assorba di sale e di pepe. Trascorso tale periodo viene fatto un assaggio, facendo arrostire sul fuoco per verificare la giusta quantità di sale e di pepe |
| l'insaccamento (lingnijra) operazione da affidare a mani esperte in quanto è molto importante per la buona riuscita dei salami. Infilato il budello naturale del maiale nell'imbuto di legno,("u mbutillu"),oggi su fà con insaccatrice, si procede all'insaccamento,con la cura di far uscire l'aria formatasi, bucando il budello con degli spilli qua e là. | |
| i salami vengono riposti in contenitori, facilitando così che l'eventuale acqua scoli | |
| l'indomani si procede alla affumicatura appendendoli sopra il camino | |
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Stagionano per oltre sei mesi e dopo questo tempo, se non viene consumata, si mette in un recipiente di terracotta, sotto olio per conservarle, compatta più o meno morbida a seconda della stagionatura; A tavola: viene servita come antipasto, spuntini e merende, si offre agli ospiti di riguardo per particolari feste. |
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Il Sanguinaccio |
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| Al momento della macellazione, il sangue viene raccolto in un recipiente (a limba), girato con un astuccio per evitare la coagulazione e riposto in luogo fresco e asciutto. In una pentola messa sul fuoco vengono aggiunti oltre allo zucchero e vino cotto i vari aromi e spezie finemente triturati, quali:buccia d'arancia, di limone e di mandarino noci triturate Passuli (uva passa) Cioccolata fondente (ingrediente facoltativo a secondo i gusti).Tutto deve essere mescolato con un cucchiaio di legno, lentamente e costantemente fino a quando il tutto comincerà ad addensarsi (ciò si verificherà dopo circa un'ora). Il semiliquido ottenuto, si versa in dei vasetti dove raffreddandosi si solidificherà. A questo punto il sanguinaccio è pronto per essere consumato, spalmandolo su una fetta di pane, biscottata, ecc. per colazione o merenda | |